<< se il software sia "conosciuto"/"conoscibile" >> si avvicina al centro
del problema, che vedo in questa nuova lingua, fatta di software ma anche
di hardware e di "umano", parliamo di "humanware": senza armonizzare
all'umano le componenti "hard" / "soft", il digitale apre la porta verso un
futuro non immaginabile.
Sw e/o Hw non definiscono la realtà, la comunicano / rappresentano a noi
umani - manipolandola rispetto ai tradizionali sensi -, a volte, od anche
spesso, succede che confondiamo rappresentazione e realtà rappresentata, è
un poco quel che accade con la parola ed è (lo scrivo con un fil di voce)
'a la Protagora quando affermò che l'uomo è la misura di tutte le cose.
Non siamo i padroni del mondo, ammettiamo che l'uomo misura tutte le cose,
non "è la misura" di niente. Lumache, pipistrelli, polipi ecc ecc ecc
misurano in altro modo, pretendendo di essere la misura di tutto stiamo
rischiando di distruggere l'oggetto della misura.
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)


Il giorno dom 16 giu 2024 alle ore 14:47 <nexa-requ...@server-nexa.polito.it>
ha scritto:

> Date: Sun, 16 Jun 2024 14:47:53 +0200
> From: Damiano Verzulli <dami...@verzulli.it>
> To: nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] "Se siamo progionieri di una realtà definita dal
>         software" di Padre Benanti
> Message-ID: <45e24051-4d66-403d-8a88-dd454f0c4...@verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> Ho iniziato ad ascoltarere Padre Benanti per caso, diversi anni fa, in
> quanto ospite di una trasmissione radiofonica che seguivo/seguo spesso
> (Melog, di Gianluca Nicoletti, su Radio24).
> Condivido tutto quello che dice e trovo che sia molto chiaro
> nell'esprimere concetti estremamente complessi. Di fatto, mi pare una
> ottima "fonte" per fornire della sana informazione all'utente medio
> [quello che tipicamente NON segue questa ML].
>
> Qualche giorno fa Benanti ha pubblicato sul Sole24Ore l'articolo in
> oggetto, nel quale affronta il tema del "software", inteso come elemendo
> fondamentale dell'universo ICT e che assume una importanza ben maggiore
> di quello del "dato".
> Lo segnalo in lista perchè non è un tema che vedo trattato altrove ma
> che, allo stesso tempo, ritengo fondamentale: dal mio punto di vista,
> infatti, non ha molto senso preoccuparsi del fatto che i cinesi vengano
> a "invadere" il mercato delle automobili in Europa, o quello dei
> pannelli fotovoltaici: a me preoccupa il software che ci gira dentro
> (indipendentemente dalla provenienza geopolitica). Per me, l'hardware è
> relativamente marginale: quello che vorrei fosse metabolizzato è che
> ritengo fondamentale è che il software che vi gira dentro sia
> "conosciuto"/"conoscibile" (da chi decide che quell'hardware è
> necessario, sia esso PC, una smart-tv, uno smartphone, uno smart-watch,
> una videocamera, etc. ..... o anche un drone [militare], una automobile
> "standard", etc.) o meglio ancora F/OSS.
> Benanti ha fatto circolare l'articolo su Linkedin [1]. Per migliorarne
> la leggibilita', provo ad allegarlo direttamente a questo messaggio.
> Bye,
> DV
> [1]
>
> https://www.linkedin.com/posts/paolo-benanti-94aa1915_ethics-etica-algorethics-activity-7206537222882238464-Vo4Y
>
>

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