Salve Damiano

On Tue, Sep 19, 2023 at 10:16:12AM +0200, Damiano Verzulli wrote:
> Il 16/09/23 14:06, alessandro marzocchi ha scritto:
> > Non mi illudo che l'alfabetizzazione digitale arrivi all'istante.
> 
> Credo che "Alfabetizzazione digitale" sia un po' troppo generico.

Il problema della locuzione è duplice:

- da un lato con "digitale" si fa riferimento a competenze pratiche 
  che prescindono dalla comprensione del comportamento di un software 
  all'interno di una organizzazione

- dall'altro, per "alfabetizzare" serve un alfabeto che manca ancora
  alla primitiva informatica cui siamo costretti

Questo secondo problema è apparentemente difficile da concepire anche
per molti sviluppatori esperti, spesso confusi dal luccicare dell'ultima
tecnologia offerta dai BigTech tanto quanto i profani dell'informatica.

Il focus sul digitale (così come sul "coding") serve specifici obiettivi
politici e culturali che vedono una separazione fra netta (e quanto più
invalicabile possibile) fra "utente" e "programmatore".

L'utente digitalmente letterato, USA il software senza (farsi) problemi.
In questo modo può essere usato tramite quel software.

Il programmatore invece SCRIVE il software senza (farsi) problemi.
SE proprio si vuole fare problemi, deve farsi solo i problemi giusti, 
quelli che NON mettono in discussione il sistema di potere che 
il software determina.


> Mia madre ...
> 
> I miei due figli ...
> 
> Molti docenti ...
> 
> Nessuno dei soggetti che ho citato sopra (cosi' come diversi, anche in
> questa lista) ha chiaro ...
> 
> Quanti, su questo gruppo, hanno una idea ...

Le persone cui fai riferimento hanno alcuni aspetti in comune (fra quelli
rilevanti per questa conversazione):

- non si sentono "analfabeti digiali" (e non le definisci come tali)
- non sanno programmare
- si fidano di qualcuno che sa programmare

Per esempio, i giuristi in lista che non sanno programmare, possono
scegliere di credere alle mie o tue critiche all'uso di Google Workspace 
a scuola tenendo in considerazione il fatto che noi, comprendendo il
funzionamento di questa tecnologia, ma non avendo interessi economici 
né alla sua adozione né alla sua sostituzione con tecnologie open
source, abbiamo a cuore invece la libertà ed il benessere dei nostri
figli e la democrazia del nostro Paese.

Ma sono cieche: devono fidarsi di qualcuno che "sa programmare" 
(o meglio, che dispone di una piena cittadinanza cibernetica, che
programmare, come detto, non è nemmeno sufficiente)


I professori che adottano e sostengono Google Workspace a scuola
si fidano, altrettanto ciecamente, di Google.

Non sanno che stanno diffondendo un CANCRO nella nostra società.
Non hanno assolutamente idea dei DANNI che procurano ai propri studenti
e alla società tutta.

Ma a ben guardare, dal loro punto di vista, fidarsi di Google è
razionale: lo fanno tutti, non può essere così terribile, giusto?


> Ecco. A me interessa che queste "sensibilità" vengano diffuse e diventino il
> piu' possibile mainstream.

Immagina di essere cieco (ma senza saperlo). la maggioranza di ciechi
come te (altrettanto inconsapevoli) ti dice di andare verso un burrone
da cui splendide sirene cantano una melodia seducente.

Perché mai dovresti ascoltare quelli che ti dicono di cambiare strada?

Parlano di cose che non comprendi. E diciamolo: sono pure un po' paranoici!

Continuano a gridare di burroni che non puoi vedere!


> Chiamare tutto questo "alfabetizzazione digitale" mi pare fuorviante. 
> Serve un passo avanti.

Dipende... e se sei sul ciglio del burrone? ;-)

Tutti i docenti che in buonissima fede insegnano ai ragazzi ad usare
Google Meet, Google Documents etc... stanno disperatamente cercando di
fare passi avanti!

Ma sono ciechi.

Come sono ciechi i Politici che determinano il Programma Ministeriale.

Come sono ciechi gli elettori che li votano.


Tu lo sai, io lo so... e lo sanno anche GAFAM & friends.
Ma loro non lo sanno.


> Ecco: serve una sorta di scuola dell'obbligo, che porti gli utenti della
> tecnologia ad un livello superiore. Almeno... alla terza media (e, a scanso
> di equivoci.... *NON* sto parlando né di ECDL [3] né di imparare a
> programmare)

Riflettendo con Alessandro ed altri, suggerivo che il tipo di competenze
cibernetiche fondamentali che uno studente dovrebbe avere alla fine
della quinta elementare sono sintetizzate in questo corso di 2 ore:

https://video.linuxtrent.it/c/cybersecur...@video.resolutions.it/videos?s=1

Sapendo ciò, alle medie si potrebbe già imparare a programmare
decentemente. Alle superiori si potrebbe acquisire una piena
cittadinanza cibernetica.


Ovvero (come dicevo in un'altra mail) imparare a scrivere il proprio
sistema operativo, con UI, networking, crittografia etc...

Non (necessariamente) per usarlo dopo il diploma.


Per aprire gli occhi.



Giacomo

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