Caro Giulio e cari tutti.
Mi pare vi sia un problema di fondo nell'impostazione dell'autorevole tesi:
con il diritto fondamentale alla protezione dei dati noi siamo (solo)
soggetti "interessati", non siamo "proprietari" dei dati che ci riguardano.
Non possediamo lo *Ius excludèndi òmnes àlios *rispetto alle nostre
informazioni; non abbiamo nessuna esclusiva o privativa di sfruttamento sui
dati personali che ci riguardano. L'art. 8 della Carta UE mira solo a
"proteggere" i dati personali e prescrive le condizioni per il trattamento
legittimo da parte dei terzi (che possono dunque trattarli, ma a quelle
condizioni) e l'articolo *conferisce due soli diritti* all'interessato: il
diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la
rettifica. Punto. Questo è il diritto fondamentale previsto dalla Carta UE.
Ed ha un senso. Non è che si son dimenticati ad esempio il diritto di
cancellazione nella Carta di Nizza...: è che le informazioni, anche quelle
personali, possono e devono circolare liberamente, perché sui dati, sulle
informazioni, si basa il progresso.

Poi il GDPR ha un complesso sistema di diritti e garanzie conferiti
all'interessato per garantire che il trattamento sia lecito, ma non c'è
alcun diritto assoluto sulle informazioni personali che ci riguardano. Il
GDPR stesso, nel titolo è "relativo alla protezione delle persone fisiche
con riguardo al trattamento dei dati personali, *nonché alla libera
circolazione di tali dati "*

Grazie a Dio non c'è un Diritto d'Autore né un copyright sui nostri dati,
sebbene le due normative abbiano molti tratti in comune. Dunque stiamo
attenti, che se interpretato male, come fosse una specie di copyright, il
diritto alla protezione dei dati rischia di generare gli stessi danni:
compromettere e limitare la libera circolazione delle informazioni, delle
idee ed in fin dei conti, della cultura, e, come nei settori della
proprietà intellettuale, di aggravare le diseguaglianze e rafforzare i
monopoli. I disastri del copyright li conosciamo, evitiamo di generarne
altri.

Mi è venuto in mente che 12 anni fa, quando fu presentata in UE la prima
proposta del GDPR e si voleva inserire il diritto all'oblio appena sancito
dalla sentenza Costeja Gonzales, in un piccolo pezzo scritto per IlPost
avevo affrontato i miei dubbi proprio sul diritto all'oblio che nella prima
bozza in italiano era "il diritto di esser dimenticati" (poi per fortuna fu
tolto!). In quel pezzo facevo un paragone proprio con il copyright (in vero
in senso opposto). Erano altri tempi, un'era geologica fa, ma in quel pezzo
scrivevo:
*Quell’incommensurabile massa di dati
<https://www.ilpost.it/carloblengino/2011/12/22/dati-sui-dati/>, anche
personali, che si sta accumulando sui server del mondo e che si incrementa
del 40% ogni anno può esser valutata in molti modi. Per semplificare, può
esser considerata solo un enorme giacimento da sfruttare ad opera di rapaci
società commerciali o di governi più o meno autoritari, con potenziale
abuso a danno di utenti e cittadini, oppure può esser considerata una
risorsa straordinaria degna di automa tutela. Può darsi che, senza
rendercene conto, stiamo costruendo davvero la base per un intelligenza
collettiva, ponendo le basi di una sorta di complesso DNA dell’umanità, che
modificherà totalmente le nostre potenzialità intellettive e creative.*
Il pezzo del 2012, per mera informazione, è qui:
https://www.ilpost.it/carloblengino/2012/02/06/il-copyright-sui-miei-dati/

Un abbraccio a tutti
Carlo







Il giorno sab 29 giu 2024 alle ore 09:22 de petra giulio <
giulio.depe...@gmail.com> ha scritto:

> Segnalo questo articolo di Guido Scorza di cui non riesco a cogliere
> pienamente, per mia ignoranza, tutte le implicazioni, ma che mi sembra
> rilevante anche per il ruolo attuale dell’autore.
>
> Scorza: "AI, è ora di difendere i nostri dati dalla raccolta massiva: ecco
> come" - Agenda Digitale
>
>
>
> https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/linsostenibile-scorrettezza-del-training-degli-algoritmi-come-difendere-i-nostri-dati/
>


-- 
*Avv. Carlo Blengino*
*Via Duchessa Jolanda n. 19,*
*10138 Torino (TO) - Italy*
*tel. +39 011 4474035*
Penalistiassociati.it

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