La mia ipotesi è che il Garante consideri i due aspetti come collegati. La finalità del trattamento determina infatti la liceità del trattamento, in particolare quando si invoca il legittimo interesse come base giuridica. Se la finalità è produrre in serie informazioni errate su persone fisiche, viene meno questa base giuridica per il trattamento.
Buona giornata Il giorno lun 3 apr 2023 alle ore 07:19 Stefano Zacchiroli <z...@upsilon.cc> ha scritto: > Certo. Ma questo è l'altro aspetto: quello del trattamento dei dati in > *input* a ChatGPT, che esiste ed è potenzialmente problematico dal punto di > vista della privacy, a prescindere dalla veridicità delle risposte date. > > La mia domanda era su quale sia l'impatto della falsità dell'*output* (che > sollevavi come fattore a se stante nella mail precedente) sui profili > giuridici di violazione della privacy. > > Saluti > > > > >Se la produzione di quelle panzane richiede il trattamento dei dati di > >milioni di ignari cittadini, allora sì, attrai le ire del Garante (oltre > >che quelle dei destinatari delle tue panzane). > > > >> > >> -- > >_______________ > >*Maurizio Borghi* > >Università di Torino > >https://www.dg.unito.it/persone/maurizio.borghi > >Co-Director Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> > > > >My Webex room: https://unito.webex.com/meet/maurizio.borghi > > -- > Sent from my mobile phone. Please excuse my brevity and top-posting. > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa >
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