Luca Delucchi, 14/06/20 07:28:
se ci sono soldi da spendere avrei preferito
un'attività tipo il "mapper in residenza" perchè più utile a creare
una comunità all'interno di un'area piuttosto che buttare dentro dati
che poi saranno di difficile mantenimento
Segnalo che questa dicotomia rischia di non reggere a una verifica
empirica. Uno studio dell'università di Washington (in via di
pubblicazione) suggerisce che la comunità sia cresciuta di piú nelle
aree dove sono stati importati dati TIGER "sbagliati" che nelle aree
dove sono stati importati dati TIGER corretti. Alla fine i dati sono
migliori nelle aree dove erano stati introdotti piú errori, anche se
magari ci sono voluti anni.
È inoltre conoscenza comune che la Wikipedia in italiano creò in massa
le voci sui comuni in italiano, per quanto abbozzate, perché erano utili
ad attirare persone che cercavano il proprio comune. (Non ricordo se ci
sia stato uno studio rigoroso degli effetti.)
Lo scopo dell'importazione dei numeri civici è che cresca l'uso di OSM
per la navigazione, e quindi a cascata utenti passivi → utenti attivi →
contributi → qualità dei dati. Questa mi risulta sia la posizione del
fondatore di OSM ed è anche la strategia adottata negli ultimi anni da
Wikimedia Italia.
<https://wiki.wikimedia.it/wiki/Piano_annuale_2018#Cambiamento_desiderato_5>
A questo proposito una possibile osservazione è che forse non basta
avere la "mappa" migliore se poi non la pubblicizzi, quindi bisognerebbe
prevedere anche una piccola spesa per la disseminazione dei risultati.
Come minimo scrivere degli articoli del blog WMI che spieghino
l'importanza 1) agli appassionati, 2) al pubblico generale e 3) alle
aziende del settore.
Non è l'unica strategia ma non ne ho vista una alternativa. Il piano
2020 di Wikimedia Italia prevede che OSM sia usato come strumento delle
istituzioni culturali
<https://wiki.wikimedia.it/wiki/Piano_annuale_2020#Fotografia_civica> ma
è evidentemente una prospettiva di piccolo cabotaggio, dovuta al fatto
che non si era sicuri di avere le risorse umane per fare di piú. Non si
attirano le masse mettendo poche migliaia di musei e monumenti in OSM.
Per il prossimo anno possiamo tornare ad ambizioni maggiori.
Concordo con Lorenzo
<https://lists.openstreetmap.org/pipermail/talk-it/2020-June/070126.html>
che l'importazione di dati in massa è l'esempio perfetto di lavoro a
pagamento che non va a sostituire nessun lavoro volontario, perché di
norma i volontari non lo fanno. Soprattutto, la differenza fra un lavoro
volontario e il lavoro pagato non sta tanto nei contenuti del lavoro
stesso, quanto negli obblighi relativi (o assenza di obblighi). Come OSM
pretendiamo allo stesso tempo che le importazioni siano volontarie ma
anche che rispettino dei precisi criteri qualitativi: è una
contraddizione. Se invece paghi qualcuno puoi imporre che
1) usi un certo metodo invece di un altro che personalmente preferirebbe,
2) importi i dati solo dopo aver raggiunto un certo livello di qualità
(indicatore da definire; forse un conteggio dei nodi potenzialmente
ambigui in quanto molto vicini a uno esistente?);
3) risponda e agisca entro tot giorni lavorativi quando viene segnalato
un errore.
Pagare qualcuno per fare corsi su OSM o attività cogli enti è invece
molto piú complicato, perché sono cose "divertenti" che molti farebbero
comunque. Inoltre la valutazione dei risultati è difficilissima perché
sono di solito qualitativi piú che quantitativi, e spesso gli effetti si
vedono solo in un arco pluriennale. Per non dire del fatto che puoi
passare un anno a tempo pieno a inseguire istituzioni e non portare a
casa neanche un mappatore in residenza.
Federico
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