Buona sera Marco, grazie per la tua analisi.
Ho però un obiezione: esiste un mercato "tradizionale" degli smartphone. In altri termini una differenza sostanziale fra Apple e Google è che la prima fabbrica (o meglio, fa fabbricare in Cina) l'hardware che vende con iOS preinstallato, mentre la seconda vincola contrattualmente i produttori di smartphone affinché limitino gli acquirenti di tale hardware. In tale mercato (dei sistemi operativi per smartphone), Google è un monopolista. È su tale monopolio che fonda il suo "ecosistema". Ora Google ha deciso di restringere ulteriormente la poca libertà degli utenti Android, per poterli spiare e manipolarr meglio. Se l'UE fa finta di niente, non è per una distinzione legale fra mercato ed ecosistema, ma per totale mancanza di sovranità. Giacomo 4 Mar 2026 17:26:45 Marco Ricolfi <[email protected]>: > *La conclusione avrebbe tuttavia un senso, se iOS e l’Android di Google > operassero su di un mercato e si trovassero in un rapporto di concorrenza con > altri operatori.* > *Cercando di ragionare su questo punto, si può osservare che però sia A sia G > operano all’interno dei loro ecosistemi; gli ecosistemi, a loro volta, non > sono mercati e tantomeno mercati concorrenziali: non abbiamo vetture prodotte > da Stellantis piuttosto che da General Motors fra cui l’utente sceglie. Il > modello di business di chi gestisce un ecosistema è quello di creare uno > spazio a cavallo tra molti mercati, su cui operano plurime imprese che > offrono molti beni e servizi, per ottenere una percentuale (un cut) sui beni > e servizi intermediati. Una volta entrato in un ecosistema, il più delle > volte per effetto delle esternalità di rete, nel caso di Google anche per > l’illusione che Android sia open, l’utente, lo sviluppatore e ogni altro > operatore economico è assoggettato alle regole imposte dall’orchestratore > dell’ecosistema; regole da lui accettate proprio per accedere a quel sistema > operativo. Se non le segue viola il contratto che ha dovuto accettare.*
