Buongiorno!

A proposito della PA qualcuno di voi ha partecipato alla costruzione de
www.ilportaledellautomobilista.it ?

Ci ho appena passato una mezz'ora tra cristi e madonne per  riuscire a
pagare le tasse di rinnovo patente con pagoPA e SPID

(e trovo vessatorio permettere solo questa modalità)

A parte la pessima navigazione, a parte l'uso di un linguaggio burocratico
che il comune cittadino fatica a comprendere, *costoro rilasciano documenti
in formato .docx*


*.DOCX ;-)*

Ignoranza o malafede?

E a proposito di educazione digitale, il funzionario dell'ospedale di
Menaggio scrive www.ilportaledell*'*automobilista (con l'apostrofo).

E per la punturina di oggi è tutto...

Buona settimana a voi!

jmpini

ps: e chiedono pure l'originale di un documento, quello sull'invalidità,
che è in possesso della PA.
Quousque tandem...?

Ma la colpa è nostra, solo nostra.
n questi due anni hanno fatto passare vessazioni a josa, e noi tutti zitti,
a prescidere che pagare con pagoPA ti traccia tutto, a partire dal C/C
Non è questo il mio mondo. NO


Il giorno lun 23 mag 2022 alle ore 09:43 Damiano Verzulli <
dami...@verzulli.it> ha scritto:

>
> Il 23/05/22 02:33, Giuseppe Attardi ha scritto:
> > [...]
> > Sottolineo una sua osservazione, quando ha citato la decisione di alcune
> università di adottare GMail o simili come servizi di posta (che venne
> annunciata proprio a una precedente conferenza Garr a Roma III). Quella fu
> una scelta basata sulla semplicità e sulla riduzione dei costi, che
> consentiva ai rettori di ridurre l’impiego di tecnici informatici.
> > Massimo fa notare che la posta è un servizio relativamente semplice da
> realizzare e gestire (infatti in quella stessa conferenza il team
> dell’Università di Pisa spiegò come avevano realizzato e gestivano la posta
> di ateneo come servizio centralizzato, unificando i vari servizi di ciascun
> dipartimento.)
> > Ma aver abbandonato un servizio “semplice” ha prodotto come effetto
> secondario che non si è stati più in grado di realizzare servizi più
> complessi, come quelli che si usano oggi.
> > [...]
>
> La conferenza citata era il "Workshop GARR 2014" dove fu dedicato un
> segmento intero proprio alla questione "Posta Elettronica".
>
> Fece molto scalpore la presentazione di Flavio Ferlini, allora Digirente
> ICT dell'Universita' di Pavia, che snocciolo' aspetti tecnico/economici
> che lo portarono a migrare la posta di UniPavia a Google (anno 2014; 8
> anni fa. In realta' UniPV al 2014 aveva gia' migrato: la migrazione
> inizio' nel ~2010).
>
> È molto interessante (e, di nuovo, lo suggerisco a tutti) risentire --8
> anni dopo-- i 45 minuti di domande/risposte che seguirono il panel:
>
> => DENTRO AL CAMPUS: ESPERIENZE E SFIDE NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO MAIL
> - Discussione - Workshop GARR 2014, Roma
>
> https://www.garr.tv/stream/5a9f0372d91c01001789897c?playlist=5aa2b0d3400ad4001b4aab1e
>
> È interessante, per me, ascoltare le numerose voci di chi --8 anni fa--
> aveva gia' le idee chiare sulle conseguenze di questo genere di
> decisioni. Di chi "anticipava" la "perdita di competenze". E di chi,
> d'altro canto, segnalava --8 anni fa-- la sostanziale impossibilita' di
> fronteggiare (nel contesto di quel tempo) tale processo di outsourcing
> extra-UE, data la scarsita' di risorse umane e tecnologiche.
>
> Mi fa riflettere, inoltre, il fatto che nonostante in quella stanza (8
> anni fa) c'erano _MOLTI_ che avevano le idee chiare.... (ed
> evidentemente non erano esattamente dei lucidascarpe da strada [senza
> offesa per i lucidascarpe]).... di fatto _NON_ è successo nulla. Anzi:
> se 8 anni fa, la decisione di Ferlini evidentemente faceva scalpore [e,
> quindi, fu target di un fuoco incrociato di domande, anche "taglienti"],
> oggi... non si stupisce piu' nessuno.
>
> In realta', alcune cose sono accadute:
>
> - Simone Spinelli (che, in UniPisa aveva messo in piedi l'altra
> infrastruttura, quella "open" e "self-hosted"), ed al quale proprio
> Ferlini chiese: "Scusa ma... tu, il Disaster Recovery, che la legge ci
> impone, come lo hai implementato?".... ha deciso di lasciare il nostro
> Paese. Da tempo lavora ad Amsterdan (...fortunatamente, per GÈANT;
> quindi l'abbiamo perso... ma non interamente);
>
> - Ferlini è andato in pensione
>
> - Anche l'Universita' di Modena e Reggio Emilia (altro talk nella
> sessione) è passata a Google
>
> - UniParthenope (altro talk nella sessione; ai tempi con posta
> "self-hosted" e "open") è passata a Microsoft
>
>
> Mi chiedo quale sara' lo scenario fra 8 anni...  e come fare, affinché 8
> anni passino in modo piu' costruttivo (per me, che vivo di ICT)
>
> Bye,
> DV
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: dami...@verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>     http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
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