Il 20/07/24 19:28, Angelo Raffaele Meo ha scritto:
carissimi,
                      su La Stampa di oggi, Riccardo Luna, commentando il crollo di ieri del sistema mondiale delle Telecomunicazioni, si pone la domanda: "Saremmo più sicuri con un cloud di Stato?" e risponde immediatamente: "lo escludo". Io invece non solo non lo escludo, ma lo voglio. Non solo per ragioni  ideologiche, ma concrete. Non è possibile che un piccolo baco di una piccola azienda di cui sino ad oggi ignoravamo l'esistenza  provochi un disastro di quelle dimensioni.
Cosa ne pensate?

Penso che, "cloud" a parte (parola "nebulosa", che nel marketing ha un senso diverso da quello che gli stai attribuendo), il percorso di acquisizione del controllo sulle tecnologie digitali sarà ancora lungo.

In Italia (grazie al tuo lavoro di tanti anni fa) abbiamo norme d'avanguardia (art. 68 e 69 CAD).

Ma le norme non bastano ad impedire fenomeni di "cattura regolatoria", che possono operare su piani diversi da quello del formale adempimento alle norme (del CAD, del codice degli appalti, ecc.).

IMHO, per perseguire l'interesse pubblico in ambito tecnologico servono competenze e cultura del bene comune, soprattutto in chi fa le scelte politiche.

Chi ha interessi diversi, lo sa bene.

m.c.



Raf Meo


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