Il 11/09/2016 08:58, Aury88 ha scritto:
non ho messo in dubbio la semplicità della pagina, ma la completezza delle
opzioni.
Mancano quelle sul riconoscimento ufficiale della lingua (da parte della
costituzione e un'altra da parte dell'UNESCO) che sono casi meno vincolanti
e quindi applicabili più estensivamente di rispettivamente singolo cartello
e uno o più cartelli.

Sono implicite. Chi ha il riconoscimento legale italiano può usare il cartello bianco. Gli altri solo quello marrone (e qui cade il caso UNESCO visto che nella sostanza è nei posti dove si parla una lingua riconosciuta da tale ente che si può trovare l'esigenza di mettere questo cartello). Poi certo c'è il caso assenza di cartello, e si potrebbe decidere che per le tutelate si mette lo stesso. Ma mi pare un po' esagerato...

manca la parte sul carattere separatore

Come ho detto nell'altra mail ad aggiungerla ci si mette un attimo.

imho manca nel voto dell'ordine qualcosa che possa essere valutato tramite
"on the ground" anche se non è proprio così...cioè prima il nome che spunta
prima o più in alto in istat o nella/con la cartellonistica.

Se aggiungiamo opzioni anche su quel quesito allora tocca fare anche per quello il doppio turno.

sì è quello che intendo...ma dire semplicemente di lasciare discrezionalità
alle comunità locali può essere inteso appunto anche lasciare la
discrezionalità di fare in maniera diversa da quanto deciso dalla comunità
intera (e infatti tu hai dovuto specificare che non intendevi questo caso
dentro la parentesi).

In verità ho specificato qualcosa di diverso. Cioè che la discrezionalità è sia fare qualcosa di non permesso che non fare qualcosa che è permesso (che è lo stesso un fare qualcosa di diverso da quanto deciso dalla comunità). Tu vorresti mettere un criterio, che la comunità locale può scegliere o meno di applicare. Quindi nella pratica la mappatura è comunque a discrezione dei locali, che sono si parzialmente vincolati, ma non dipendono totalmente dalla decisione (anche se si può forse dire che questa minima discrezionalità fa parte della decisione presa, dunque sia applicare il criterio che non applicarlo sono due azioni non in contrasto con la direttiva)...

il discorso era che comunque moltissime realtà regionali hanno una lingua
oltre all'italiano e il distinguere tra quelle che hanno il bilinguismo
affermato con per esempio la cartellonistica e quelle che non ce l'hanno,
dal punto di vista del voto su regole generali di mappatura da applicare su
osm in tutto il territorio, non è giusto e non ha senso imho.

Perché no? Uno che usa la mappa arriva al paese e vede i due toponimi sul cartello così come sulla mappa. Se nel cartello non ci sono metterli solo sulla mappa può essere fuorviante. La presenza del cartello è un dato oggettivo da cui partire per avere una regola valida per tutti. Impostare invece le regole sulla base delle normative sulle tutele è meno alla portata di tutti (oltre a fomentare diatribe).

Il fatto che la mia regione di residenza non ha il
bilinguismo come cambia queste cose per me rispetto ad un sardo? mi rende
contrario a priori al bilinguismo sulla mappa? assolutamente no...

No, ma ti rende probabilmente meno sensibile al tema. E l'essere meno sensibili alla tematica può portare a votare con leggerezza, senza soppesare nel giusto modo il significato della scelta. Perché se parlo da sempre una sola lingua, in quanto parte della maggioranza, non posso capire il discorso sulle minoranze linguistiche e tutto quello che si porta dietro anche a livello culturale. Al massimo posso provare empatia, ma non proverò mai le stesse cose di chi appartiene ad una minoranza linguistica.

non stiamo decidendo se sia
giusto che i sardi abbiano i nomi in due lingue sul proprio territorio
(decisione che spetta a loro) ma le condizioni per cui in questo progetto
internazionale chiamato osm si possano mettere due value name e la
metodologia/stile. se poi questa condizione è applicabile solo a ben
determinate comunità locali è un altro conto, ma la decisione sulle regole
dovrebbe essere comunque della comunità intera in quanto possono influenzare
porzioni di mappa che vanno ben oltre quelle di interesse della comunità
locale sarda, fino anche potenzialmente estendersi all'intero territorio
nazionale.

Certo, stiamo decidendo le condizioni. Ma questo equivale a dire in sostanza che stiamo decidendo se possono o no.

i miei genitori sono nati in sicilia, io sono nato in lombardia, sia la
sicilia (che all'epoca faceva parte del regno delle due sicilie assieme a
campani, calabresi e pugliesi) che la lombardia sono stati
conquistati/annessi dal regno di sardegna...cosa sono? sardo? lombardo?
siciliano? campano? pugliese? calabrese? la cosa strana e che io mi sento
italiano (e un po' europeo) e legato ad ogni regione di questo territorio.

Definirsi è prerogativa di ognuno. Gli altri poi possono vederti come pare loro. Ed il discorso noi-loro dipende da come ognuno si definisce. Chi si porta dietro un'identità forte (pensiamo ai sardi, che li vedi ovunque con i 4 mori) è più facile che percepisca il noi-loro, chi vive in un contesto dove le identità son quasi scomparse per far spazio a nuove più generiche difficilmente riesce invece a percepirlo.

avevo capito anche questo e anche questa cosa mi spaventa ...di fatto si
dice chiaramente che ogni regione può avere regole sue e stili suoi (perchè
qua stiamo votando regole e stili)...Voterei A2 anche solo per evitare le
conseguenze di questa situazione.

I sardi in lista han chiaramente detto che vogliono quel quesito sulla competenza, altrimenti non partecipano...

e su A è il voto in cui ancora meno capisco la necessità di indicare la
regione...che succede se sardi e altoatesini votano compatti per liste
locali e tutti gli altri per quella italiana? vince l'opzione comunità
italiana  e allo stesso tempo viene contestato il risultato perchè le liste
locali hanno la maggioranza assoluta sui voti loro locali?

La regione va indicata nei quesiti 2 e 3, se l'ho messo anche sul primo è perché sono andato di copia incolla...

ciao
Paolo M

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