> Nel caso che stiamo discutendo però c’è un elemento ulteriore: molte > richieste sembrano provenire da reti di residential proxy o SDK di > bandwidth-sharing (ad esempio BrightData, Honeygain, Infatica, > PacketStream, Pawns, ecc. [1]). > Queste infrastrutture distribuiscono le richieste su dispositivi reali o IP > domestici e fanno rotazione continua degli indirizzi.
Grazie Maurizio, sempre esaustivo :) chi vuole seguire gli sviluppi: [ https://en.osm.town/@osm_tech/116052113368747355 ] E qui [ https://www.opendemocracy.net/en/ai-chatbots-scraper-bots-chatgpt-website-offline-change-internet/ ] un articolo su openDemocracy che commenta la vicenda. A. p.s. ma qualcuno di questi 100000 indirizzi IP si potrebbe avere? Per fare una ricerca più approfondita sul funzionamento di questi sistemi.
