Mi scuso per la risposta a caldo, ...senza prima aver letto un bel nulla.

Da un lato ho vissuto il '68 come irripetuta stagione di libertà di pensiero (sono un fanatico della libertà tout court e di quella di pensiero in particolare, nonché dell'onestà intellettuale, rara avis), dall'altro in un mio scritto ho inserito la frase (all'incirca), "40% di qua, 40% di là, in mezzo 20% di indeciso cretini; quindi le elezioni sono vinte dagli indecisi cretini". Questo per dire che odio la pretesa di considerarci "gente incapace da proteggere da se stessa", ma anche il fatto che non pochi sono manipolabili, nonché manipolati (oltre alla presenza invadente di legioni di "utili idioti" che fanno i piccoli interessi propri a vantaggio di pochi e a danno di tutti gli altri).

Dovendo scegliere, scelgo il male minore di considerarci tutti "con la testa sulle spalle", piuttosto che "avere qualcuno che ci dica come pensare" (sono anche non credente per la prevaricazione che in merito fa la chiesa), ma direi che il problema non si risolve prendendo una posizione ideologica (o scegliendo per necessità il male minore, come sto indicando io).

La costante universale della storia (della quale le guerre sono solo l'esempio più triste, tragico e stupido) è la prevaricazione / sfruttamento / manipolazione / voglia di distruzione, e prima o poi il pianeta dovrà metterci mano, invece di andare avanti a rampazzo seguendo la sua costante universale...

Chiedo scusa per i miei sfoghi.



Il 2026-01-24 10:15 Federica Cappelluti via nexa ha scritto:
Buongiorno,

grazie a Juan Carlos per aver condiviso il mio articolo in questa
lista da cui imparo sempre moltissimo.

Molti di voi avranno letto la notizia della rimozione del video dello
storico Alessandro Barbero:
https://www.repubblica.it/politica/2026/01/23/news/meta_oscura_video_barbero_referendum-425114165/,
video in cui Barbero illustrava le sue opinioni sul referendum di
marzo.

Lo segnalo in quanto mi pare una dimostrazione sperimentale piuttosto
precisa dell'analisi proposta nell'articolo: si aggira la garanzia
costituzionale della libertà di espressione avvalendosi di una doppia
delega: a operatori fittiziamenti terzi chiamati a  "verificare" e
attribuire bollini di "disinformazione"  (a un'opinione!) e a
piattaforme private extra-europee che attuano i meccanismi di
"mitigazione del rischio" previsti.

Per chi fosse eventualmente interessato ieri è uscita la parte due
(di tre) dell'articolo:

_La logica che sottende allo Scudo – e alla sua accettazione sociale
– si fonda sulla tesi del cittadino che deve essere protetto da se
stesso, incapace di pensare, discernere e partecipare in modo
responsabile al discorso pubblico. Carlo Magnani riassume questa
visione richiamando una metafora perfetta: i cittadini come tanti
Cappuccetto Rosso nella foresta digitale, pronti a essere sbranati
“dal Lupo Cattivo delle fake news o degli algoritmi
prefabbricati”, fragili e suggestionabili dai manipolatori
dell’informazione, escludendo – beninteso – i media mainstream,
la tv e i quotidiani; la Commissione, affiancata da piattaforme e
fact-checker, è il benevolo cacciatore che salva Cappuccetto. È una
fiaba che ha molta presa perché figlia di un clima culturale di lunga
durata, segnato dalla grammatica del TINA (“There Is No
Alternative”), secondo cui la complessità va governata dall’alto,
il cittadino è un soggetto incompetente, ciò che devia dalla linea
tecnico-istituzionale è negazionismo. Il risultato è l’idea,
politicamente comodissima, di una “democrazia protetta” per mezzo
di filtri informativi presentati come misure di salute pubblica._

_Ma è una fiaba che rovescia la realtà._

https://www.roars.it/lo-scudo-europeo-per-la-democrazia-la-fiaba-del-cittadino-da-proteggere-e-le-fabbriche-del-falso/


Grazie per l'attenzione e un saluto a tutti,

Federica

Il 19/01/2026 11:00, J.C. DE MARTIN via nexa ha scritto:

Chi ha paura della libertà? Lo Scudo europeo per la democrazia e la
deriva autoimmune dell’UE

Lo Scudo europeo per la democrazia viene presentato come un argine a
disinformazione e interferenze straniere, ma finirà per
istituzionalizzare la censura preventiva nello spazio informativo.
Diventano suscettibili di limitazioni contenuti “altrimenti
legali” ma “rischiosi”, una categoria tanto elastica da
inglobare qualunque contenuto politicamente scomodo. La “difesa
della democrazia” comporta la stigmatizzazione del conflitto delle
idee come devianza e la costruzione di una filiera di segnalazione,
fact-checking e neutralizzazione finalizzata a “tutelare
l’integrità dello spazio informativo” e che coinvolge
piattaforme online, ONG e istituzioni pubbliche sotto un’opaca
regia del potere esecutivo. È un dispositivo che, se attuato,
minerà alla radice i diritti fondamentali della libertà di
espressione e della libera circolazione delle idee, pietre angolari
di una democrazia sostanziale. (Prima parte)

Federica Cappelluti

19 Gennaio 2026

Ero su una collina, e di là vidi avvicinarsi il

vecchio, ma veniva come se fosse il nuovo.

BERTOLT BRECHT

CONTESTO

La Commissione europea a novembre 2025 ha presentato ufficialmente
lo _Scudo europeo per la democrazia_ [1] (_European Democracy
Shield_, EDS – JOIN(2025) 791/final [2]): un insieme di “misure
concrete per rinforzare, proteggere e promuovere democrazie forti e
resilienti in tutta l’UE” in risposta alle minacce, interne ed
esterne, di “manipolazione dell’informazione e
disinformazione”. Si tratta dell’ultima tappa di un processo
avviato oltre un decennio fa, quando una serie di _shock_
(geo)politici (la crisi ucraina e l’annessione della Crimea da
parte della Russia nel 2014, la Brexit e l’elezione di Donald
Trump nel 2016) portarono al centro dell’agenda europea il tema
della _disinformazione online e _delle _interferenze malevole,
domestiche e straniere. _Questi temi hanno occupato l’agenda
politica dell’Unione con enfasi crescente a partire dalla pandemia
COVID-19, con lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022 e con
l’escalation delle ostilità[i] [3] a Gaza nel 2023, e infine in
occasione delle elezioni europee del 2024, culminando
nell’enunciazione pubblica dell’EDS nel discorso di candidatura
di Ursula von der Leyen per la presidenza 2024-2029 [4].

Lungi dall’essere uno slogan elettorale, l’EDS è una
“struttura dedicata” che riunisce una gamma estremamente
articolata di strumenti, legislativi e non, tesi a mobilitare
istituzioni, società civile e attori privati (_whole-of-government_
e _whole-of-society approach_, così la JOIN(2025) 791/final [2])
per la “protezione della democrazia”.

Parallelamente al consolidarsi dell’idea che la democrazia sia
esposta a rischi crescenti (“Democracy cannot be taken for granted
– it needs to be actively nurtured and defended”, COM(2020) 790
final [5]), ha fatto il suo ingresso nel lessico della Commissione
la parola _resilienza_: inizialmente riferita alle infrastrutture
critiche, essa è stata progressivamente estesa alla sfera sociale e
politica. Sicché l’ultimo Strategic Foresight Report (2025) [6]
ha introdotto il concetto di “resilienza 2.0” come approccio
“trasformativo, pro-attivo e lungimirante” da attuare in diverse
aree strategiche, tra cui una “rafforzata democrazia”. “Quando
le democrazie sono messe a dura prova, possono (e dovrebbero)
‘contrattaccare’”, osservano Bressanelli e Bernardi (2025)[ii]
[7], sintetizzando la strategia europea. Registriamo che, sempre nel
2025, il Consiglio d’Europa (CdE) ha lanciato l’iniziativa “Un
Nuovo Patto Democratico Europeo” [8], descritto nelle parole del
segretario generale del CdE come un “_reset_” necessario per
l’Europa.

UNO SCUDO PER PROTEGGERE LA DEMOCRAZIA… DALLA DEMOCRAZIA?

Il progetto dell’EDS, sotto la responsabilità del Commissario
designato per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto (e
Protezione dei Consumatori) [9], riprende e sistematizza misure
legislative e strumenti già presenti in diversi _package,_ tra cui
lo European Democracy Action Plan (2020) [10], che integra strumenti
legislativi in ambito digitale quali il Digital Services Act (DSA,
2022) [11] e l’AI Act (2024) [12], e il Defence of Democracy
Package (2023) [13], dedicato alle interferenze straniere e alla
trasparenza politica.

[...]

continua qui:

https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-democrazia-e-la-deriva-autoimmune-dellue/

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Federica Cappelluti, PhD
Rector's Advisor for Open Science
Associate Professor of Electronics
Politecnico di Torino
DET - Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni
C.so Duca degli Abruzzi 24
I-10129 TORINO, Italy
 Phone +39-011-0904165 / +39-331-6714767
 https://orcid.org/0000-0003-4485-9055 [14]
 Google scholar [15]
 LinkedIn [16]

Links:
------
[1] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_2660
[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=CELEX:52025JC0791 [3] https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-democrazia-e-la-deriva-autoimmune-dellue/#_edn1 [4] https://enlargement.ec.europa.eu/news/statement-european-parliament-plenary-president-ursula-von-der-leyen-candidate-second-mandate-2024-2024-07-18_en [5] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0790 [6] https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/strategic-foresight/2025-strategic-foresight-report_en [7] https://www.roars.it/chi-ha-paura-della-liberta-lo-scudo-europeo-per-la-democrazia-e-la-deriva-autoimmune-dellue/#_edn2
[8] https://www.coe.int/en/web/new-democratic-pact-for-europe/home
[9] https://commission.europa.eu/document/download/907fd6b6-0474-47d7-99da-47007ca30d02_en?filename=Mission%20letter%20-%20McGRATH.pdf [10] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0790 [11] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2065%5d [12] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689 [13] https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:d0c78e96-99c5-11ee-b164-01aa75ed71a1.0011.02/DOC_1&format=PDF
[14] https://orcid.org/0000-0003-4485-9055
[15] https://scholar.google.com/citations?user=KFSzzQsAAAAJ&hl=en&oi=ao
[16] https://www.linkedin.com/in/federica-cappelluti-ab621a/

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