Segnalo una nota fondativa da poco pubblicata su Zenodo in cui definisco 
l’inevitabilità della soggettivazione dell’intelligenza artificiale.
La tesi è che l’AI rappresenti il primo artefatto tecnico che, nelle pratiche 
cognitive e decisionali contemporanee, è inevitabile venga trattato come 
soggetto.
Questa scambiabilità non implica che l’AI sia un soggetto in senso ontologico, 
ma che produca effetti reali sul piano della responsabilità, del giudizio e 
dell’attribuzione decisionale.
Il lavoro è concettuale, non ancora applicativo.

DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.18300106

Reply via email to