Non so bene dove inserire questa mia nel ramo della discussione, quindi la
scelta è puramente arbitraria.
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Scusate se mi intrometto nella discussione, normalmente leggo gli scambi di
opinioni, talvolta anche con un certo distacco. Questo però è un argomento che
in qualche modo mi appasiona. Per essere brevi, sarà difficile visto che ho una
certa abitutine a essere prolisso e a divagare sul tema, non comprendo questa
accesa discussione. Indipendentemente come la pensi personalmente, noto una 
"petizione" e dei firmatari che la difendono e opinioni contro questa. Visto che
ancora, ma chissà per quanto, viviamo in un paese libero mi chiedo perché no la
petizione. Si può firmare e essere d'accordo e non firmarte e non esserlo. Dove
starebbe il problema? Se lasciamo libero il campo delle opinioni una vale
l'altra. Perché una strenua opposizione? Di fatto cosa si teme? Che l'opinione
avversa si radicalizzi vaporizzando la propria?

Il discorso della "IA", ma se vi piace l'anglicismo invertite, è infarcito di
opinioni in cui, quello talvolta mi rammarica, persone informate (che dovrebbero
essere) ragionano e gonfiano ipotesi che nemmeno un gruppo di adolescenti
impegnati nei misteri dell'esistenza saprebbero fare. Ho sempre pensato,
sbagliando probabilmente, che queste macchine (macchine in generale) siano da
spiegare in prima battuta nei loro meccanismi fondamentali, in quei fondamenti
anche matematici che non prevedono geni dell'informatica o della matematica,
bastando un percorso di studi di livello liceale. Non sto paarlando di algoritmi
sofisticati che impiegano un millesi del tempo per fare quella cosa che uno
naive ci mette dieci giorni. Non è quello il punto, quanto riportare questa
tecnologia soprattutto a un livello di comprensione dell'utente comune che poi
potrà pure pensare che sia il nuovo oracolo assoluto, ma sarà un suo problema.
Molto del filosofeggiare con questa comprensione di base sarebbe se non
eliminato, perlomeno limitato. Sarebbe di fatto inutile. Capisco che all'uomo
piaccia "allenare" il neurone in talvolta fantastiche definizioni ma qui stiamo
parlando di una "tecnologia" in grado di influenzare una massa di utenza non
indifferente. QUello che andrebbe eliminato è quell'alone di "magia" che
l'avvolge dichiarando e dimostrando apertamente che non è "panacea" di tutti i
mali. Riportare a livello "macchina" ogni discussione. Che poi possa essere
utile in molti casi non lo metto attualmente in discussione, in fondo essedo
come dire, una macchina correlatrice, può scovare soluzioni che al momento
potrebbero sfuggirci. Insomma si sa che esiste una cosa chiamata "serendipità"
che ci permette di scoprire qualcosa cercando altro. Il discorso è che per
capirla devo conoscere la materia e bene altrimenti posso solo andare a fiducia
per chi mi sta simpatico. Mi pare infatti che la corsa attuale tra i vari
produttori di tali macchine sia nel renderla più simpatica alla massa.
Ultimamente mi sono messo a giocherellare con il Buon Claudio e devo dire che il
livello "conversazionale" è interessante. Al contrario degli altri che di base
si comportano con un rapporto schiavo-padrone (accondiscendenza tipica da
schiavo che non contraddice il padrone), il Buon Claudio ha un rapporto tra
"pari". Facendogli notare l'errore si pone in un rapporto "dialettico" con
l'utente: ammette ma con riserva di dimostrazione. Sposta così l'onere della
prova verso l'utente alimentando il confronto. Questo, a mio avviso, lo pone
comunque sia nel "giusto", in fondo noi umani apprezziamo chi si rende conto e
si mette in gioco senza accondiscendenza o arroganza. Queso livello di
"conversazionalità" lo rende molto pericoloso e molto "pervasivo" al di là della
più o meno validità della "risposta". Se poi consideriamo che i modelli, i dati,
le mediazioni sui risultati e via dicendo sono perlopiù opachi, trovo questo non
"pericoloso" ma estremamente "pericoloso" per una possibile deriva di controllo
del pensiero umano. Considerando che l'informatico medio ha un senso etico pari
a quello di una zecca su un orecchio di una cane, sinceramente tendo a partire
leggermente prevenuto.

Detto questo e senza tediare ulteriormente, non affrontando nemmeno il tema del
peso ambientale che tali macchine esercitano sul pianeta, ritorno alla petizione
che ritengo perfettamente legittima come anche chi non l'approvi. Per quello che
mi riguarda, potendo o sapendo dove, la firmerei.

m.














Il giorno gio, 07/05/2026 alle 07.52 +0200, J.C. DE MARTIN via nexa ha scritto:
> Vi segnalo questa lettera aperta: 
> https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale
> 
> Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta 
> questa lista.
> 
> JC

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