> Sul tema, mi perfetto di segnalare: 
> https://antonioaloisi.substack.com/p/why-ais-flop-is-a-crisis-of-imagination

Articolo molto interessante.
 
"That’s why technologies end up being used to routinise practices, extract 
value, expand reporting duties and cultivate a climate of suspicion. A crisis 
of creativity, in other words, that kills AI’s potential through a spiral of 
bureaucratic busywork, eroding morale and engagement along the way"

Ti rispondo da profondo conoscitore della burocrazia, da sempre contrastata e 
che fino ad una ventina d'anni fa mi ero illuso, nel mio piccolo, di averla 
debellata, grazie anche ad un uso creativo della tecnologia. Vittoria di Pirro. 
La creatività in molti ambienti è pericolosa, è un granello di sabbia negli 
ingranaggi di potere. 
Quando qualcosa funziona (parlo della P.A. ma il discorso si potrebbe 
estendere), basta creare dal nulla una nuova, moderna, Direzione Centrale (vi 
ricordate Bennato: "Non potrò mai diventare Direttore generale delle poste o 
delle ferrovie"), metterci un manager, magari esterno, magari che viene dal 
privato che fa fico, che nel giro di poco mette a tacere i "creativi", pone la 
SICUREZZA (informatica e non solo) come alibi e chissenefrega della 
produttività, dei servizi alla collettività, del benessere di chi lavora, ecc.
Le pratiche, da cartacee diventano digitali ma richiedono ancora più tempo, il 
clima di sospetto, facilitato dal tracciamento "facile" aumenta a dismisura, 
così come si moltiplicano gli obblighi di rendicontazione (tanto basta 
compilare un form). Risultato, come hai scritto tu, morale giù e fine del 
coinvolgimento.

A. 

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