Il tema dell'interoperabilità delle piattaforme di social network personali
è un tema strategico per il futuro della democrazia. Nel dibattito italiano
questo tema non è presente, è poco presente in quello europeo ed è invece
presente in quello statunitense.

Per introdurre il tema consiglio la lettura di un saggio di Cory Doctorow


*The Internet Con: How to Seize the Means of Computationby Cory Doctorow,
Verso Books (2024)*
https://www.versobooks.com/products/3035-the-internet-con

*“Una lettura fondamentale per chiunque voglia capire come abbiamo perso il
controllo dei nostri spazi digitali e delle nostre infrastrutture a favore
dei giganti tecnologici della Silicon Valley, e come possiamo iniziare a
lottare per riconquistarlo.” –Tim Maughan, autore di Infinite Detail *

*"Questo libro mi riempie di speranza sul fatto che sia possibile
sviluppare e implementare un'alternativa radicale ma plausibile alla
tirannia computazionale. Infatti, esigere l'interoperabilità dai
monopolisti tecnologici di oggi, o imporla con la forza quando si rifiutano
di farlo, è la strategia più praticabile che io abbia mai incontrato per
trasformare i nostri dispositivi da strumenti di repressione a strumenti di
emancipazione". --  Douglas Rushkoff, autore di Survival of the Fittest*

*Un manuale dettagliato di smontaggio per chi vuole smantellare le Big
Tech. Quando le piattaforme tecnologiche hanno promesso un futuro di
“connessione”, hanno mentito. Hanno detto che i loro “giardini recintati”
ci avrebbero tenuti al sicuro, ma quelle erano mura di prigione. Le
piattaforme ci hanno rinchiuso nei loro sistemi e ci hanno resi facili
prede, pronte per essere sfruttate. Twitter, Facebook e altre piattaforme
Big Tech sono difficili da abbandonare per come sono progettate. Tengono in
ostaggio le persone che amiamo, le comunità che ci stanno a cuore, il
pubblico e i clienti su cui facciamo affidamento. L'impossibilità di
rimanere in contatto con queste persone dopo aver cancellato il proprio
account non ha nulla a che vedere con i limiti tecnologici: è una strategia
commerciale al servizio della mercificazione della nostra vita personale e
delle nostre relazioni. Possiamo – dobbiamo – smantellare le piattaforme
tecnologiche. In The Internet Con, Cory Doctorow spiega come impossessarsi
dei mezzi di calcolo (NdT la frase chiaramente ammicca all'impossessarsi
dei mezzi di produzione in termini marxiani), costringendo la Silicon
Valley a fare ciò che teme di più: interoperare. L'interoperabilità
abbatterà i muri tra le tecnologie, consentendo agli utenti di lasciare le
piattaforme, remixare i propri media e riconfigurare i propri dispositivi
senza il permesso delle aziende. L'interoperabilità è l'unica strada per
arrivare a distruggere le piattaforme in modo veloce e definitivo.
"Internet Con" è il manuale di smontaggio che ci serve per riprenderci il
nostro Internet.*


Mentre per trasformare il tema in una policy dell'Unione europea da
applicare al Digital Market Act consiglio la lettura di questo articolo
dell'economista Fiona M. Scott Morton del think tank europeo Bruegel:



*It’s time for the European Union to rethink personal social networkingThis
Policy Brief explores the potential implementation of Article 7
interoperability for social networking core platform systems.by  Fiona M.
Scott Morton. Bruegel (2024)*
https://www.bruegel.org/policy-brief/its-time-european-union-rethink-personal-social-networking


*Il Digital Markets Act (DMA) dell'Unione europea include requisiti di
interoperabilità per i servizi di messaggistica, ma non per le piattaforme
di social network personali. Queste piattaforme gatekeeper hanno registrato
un aumento minimo della concorrenza nell'ambito del DMA. I requisiti di
interoperabilità, ovvero la possibilità per servizi diversi di comunicare
tra loro, dovrebbero essere estesi ai social network, consentendo
l'ingresso nel mercato e superando la tendenza al single-homing dovuta ai
forti effetti di rete. L'interoperabilità potrebbe essere verticale e
orizzontale. L'interoperabilità verticale richiederebbe alle piattaforme
esistenti di mantenere l'infrastruttura di rete, consentendo al contempo a
curatori terzi di creare le proprie reti “sopra” la piattaforma.
L'interoperabilità orizzontale consentirebbe ai social network che
gestiscono la propria infrastruttura di connettersi alle reti esistenti
attraverso interfacce di programmazione delle applicazioni (API)
standardizzate. Entrambi i modelli comportano alcuni requisiti comuni, tra
cui API che consentono la condivisione di contenuti di base, sistemi per la
verifica dell'identità degli utenti che comunicano attraverso le reti e
modalità per garantire la sicurezza. I sistemi governativi per il rilascio
delle licenze ai nuovi operatori e l'accreditamento degli utenti
fornirebbero un supporto di base per l'interoperabilità.*

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