La questione, a questo punto, diventa anche un'altra: abbiamo un corpo
docente che, partendo dalle Elementari, ha la consapevolezza e le capacità
necessarie a insegnare tali strumenti? Onestamente, per la mia piccola
esperienza di padre di un bambino che frequenta le elementari, direi
onestamente di no.

Allargando la prospettiva, vedo una Scuola che, al netto di poche virtuose
esperienze, è totalmente e inconsapevolmente vittima dei GAFAM e delle loro
politiche commerciali tese a generare dipendenza negli utenti. Difficile
farne una colpa, considerando le politiche messe in atto anche a livello
Ministeriale. Ma tant'è, che come sappiamo non bastano LIM nelle aule per
rendere consapevoli e capaci gli studenti.

A questo però fa anche eco una società genitoriale perlopiù incosapevole di
queste problematiche, che piazza il figlio per ore su Youtube a
rincoglionirsi "che tanto si rilassa".

Più ci rifletto e più mi pare che il problema sia molto ampio. Certo che da
qualche parte è necessario iniziare, e la Scuola dovrebbe a mio parere
essere il punto di partenza.

MP

-- sent from my iFone

Il Mer 27 Ago 2025, 10:53 maurizio lana <[email protected]> ha
scritto:

> concordo.
> il processo di alfabetizzazione oggi non si chiude con il primo anno di
> scuola primaria dove si impara a tracciare le lettere e i numeri. ma
> continua senza fine, nell'acquisizione della capacità di operare con le
> lettere e i numeri e nella comprensione di cosa ciò significhi. dentro
> questo operare e comprendere entra l'uso dello smartphone.
> oggi il suo uso è diventato indispensabile e dunque occorre proprio nella
> scuola in tutti suoi gradi, che è il luogo dell'alfabetizzazione estesa,
> che si impari a operare bene con lo smartphone. mica che tutto debba
> passare di lì, certo, ma quando serve alla didattica si usa: come ha
> scritto Stefano "Un esercizio d'intenzionalità potrebbe essere metterli
> tutti in un punto e - invece di dire agli allievi di non usarli - dir loro
> di alzarsi per andarli ad usare, ma solo se è davvero necessario."
> se lo si bandisce tout court si rinuncia ad una parte rilevante di
> alfabetizzazione
> Maurizio
>
> Il 27/08/25 10:43, alessandro marzocchi ha scritto:
>
> "" Smartphones are a part of most people’s lives, and increasingly so for
> children and young people."" Così Boettger et al, citati da Enrico
> > Date: Tue, 26 Aug 2025 15:23:08 +0200
> > From: Enrico Nardelli <[email protected]>
> > To: [email protected]
> > Subject: Re: [nexa] Sull'impatto degli smartphone nelle attivita' 
> > scolastiche
>
>
> L'abstract è ancora più netto: ""Smartphones have become an
> *indispensable* part of everyday life.""
> Questo conferma la mia convinzione che "il digitale" è il nuovo alfabeto:
> va insegnato, più o meno cominciando dall'età in cui si insegna
> l'alfabeto tradizionale ( and increasingly so for children).
> Questa convinzione non contrasta con quanto scritto da Maurizio e Giacomo,
> cioè è ben saper attrarre l'attenzione degli studenti, è bene non
> distrarli, ma il problema dello smartphone è insegnare ad usarlo ed
> evitare di esserne usati, vale per il digitale tutto intero.
> Cordialmente.
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
>
>
> ------------------------------
>
> un parfum de pierre venu des montagnes
> nicolas bouvier, L'usage du monde
>
> ------------------------------
> Maurizio Lana
> Università del Piemonte Orientale
> Dipartimento di Studi Umanistici
> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
> <https://www.google.com/maps/search/Piazza+Roma+36+-+13100+Vercelli?entry=gmail&source=g>
>

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