Mi permetto di segnalare l'articolo di ROARS Harvard rivendica la libertà delle 
università, ma solo se sono private: 
https://www.roars.it/harvard-rivendica-la-liberta-delle-universita-ma-solo-se-sono-private/

E per tutto il resto c'è il financial statement. Notare le entrate da fee 
studenti e dall'endowment (cioè dalla massa vincolata di 53 miliardi di 
dollari): 
https://finance.harvard.edu/files/fad/files/fy24_harvard_financial_report.pdf

B.J.


Un Internet libero, diverso e rispettoso della privacy è lo strumento 
fondamentale per tutte le sfide che ci attendono. 


-------- Original Message --------
On 30/05/2025 16:30, 380° via nexa <[email protected]> wrote:

>  Buongiorno,
>  
>  scusate l'OT ma le considerazioni /sui generis/ (?) dell'articolo in
>  oggetto sul "sistema universitario" sono IMHO interessanti da segnalare
>  e valgono anche per altri "sistemi"
>  
>  Ho già detto in altre occasioni che non mi piace _come_ l'autore
>  sviluppa i propri argomenti ma, fatta la tara, trovo interessanti i
>  contenuti
>  
>  «E cade la maschera di Harvard»
>  Uriel Fanelli, May 29, 2025
>  https://keinpfusch.net/e-cade-la-maschera-di-harvard
>  
>  --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>  
>  [...] nel gran teatro della narrazione su Harvard, ci stiamo
>  dimenticando un dettaglio minuscolo ma decisivo: non era questo il volto
>  che ci avevano venduto.
>  
>  [...]
>  
>  Un attimo. Fermi tutti. Ricapitoliamo: l'università più privata, più
>  indipendente, più market-oriented dell'universo conosciuto… prendeva
>  soldi pubblici? Non solo li prendeva, ma li prendeva a palate.
>  
>  [...]
>  
>  [inoltre] Harvard è classificata come non-profit educational
>  institution. Questo significa: esenzione totale dalle imposte sul
>  reddito. E come se non bastasse, niente tasse sulla proprietà (grazie ai
>  benefici locali concessi dallo Stato del Massachusetts), esenzione da
>  imposte su donazioni e fondi endowment, e ovviamente deducibilità totale
>  per i donatori. Il tutto condito dallo Tax Reform Act del 1969, che
>  cristallizzò l'immunità fiscale per gli endowment universitari.
>  
>  [...]
>  
>  Ed eccoci arrivati al cuore della farsa. Il “privato” privatissimo,
>  l'élite dell'élite, che pretende dagli studenti mutui ventennali per
>  poter varcare i suoi cancelli dorati — ed è pure giustificato, si
>  dice, perché è un privato — in realtà, privato non lo è affatto. È
>  un'organizzazione non-profit. Anzi, secondo la legge americana, è una
>  501©(3): tecnicamente una charitable organization a scopo
>  educativo. Tradotto per i comuni mortali: una ONLUS col pedigree.
>  
>  [...]
>  
>  E qui crolla la narrativa — non solo di Harvard, ma dell'intera Ivy
>  League. Non sono eccellenti nonostante siano private. Lo sono perché
>  sono no profit coccolate dallo Stato. E tuttavia, non disdegnano di
>  spremere gli studenti fino all'ultima goccia, con rette astronomiche e
>  debiti da saldare fino alla pensione.
>  
>  [...]
>  
>  basta gettare uno sguardo oltre l'Atlantico — verso quella vecchia,
>  decrepita, inefficiente Europa che tanti negli USA adorano disprezzare —
>  per assistere a un confronto che definire impietoso è un eufemismo. Sì,
>  proprio noi, i maledetti comunisti europei, con le nostre università
>  pubbliche, accessibili, spesso gratuite o quasi, che non costringono
>  intere generazioni a ipotecare il proprio futuro per ottenere un titolo
>  di studio.
>  
>  Eppure, sorpresa: se si sommano i fondi pubblici diretti, le esenzioni
>  fiscali, i vantaggi normativi e i sussidi impliciti, lo Stato
>  americano spende molto di più, pro capite, per mantenere le sue
>  università cosiddette “private”, di quanto gli Stati europei spendano
>  per le loro pubbliche. È l'ennesima magia del capitalismo truccato:
>  l'università si traveste da ente privato quando deve giustificare la
>  selezione, l'élitismo e i prezzi da finanziaria svizzera; ma dietro le
>  quinte incassa fondi pubblici a pioggia, sgravi milionari, privilegi
>  fiscali e aiuti federali.
>  
>  E il bello è che, in cambio, non restituisce nulla. Nulla in termini
>  di accesso, nulla in termini di equità, nulla in termini di
>  responsabilità sociale. Al massimo qualche post su Instagram con
>  studenti sorridenti sotto alberi secolari.
>  
>  [...]
>  
>  se non altro, questo scontro con Trump avrà avuto un merito: mostrarci
>  come, nella terra del “privato che funziona”, il governo americano sia
>  riuscito a collezionare oltre 33 trilioni di dollari di debito
>  pubblico. Un'impresa non da poco, per uno Stato che — a sentir loro —
>  non dovrebbe nemmeno aver bisogno di spendere, perché “ci pensa il
>  privato”.
>  
>  [...]
>  
>  La mascherata è finita. Se basta un tweet minaccioso di un presidente
>  a far saltare sulla sedia tre rettori della Ivy League; se Harvard
>  oggi grida alla persecuzione perché le vengono negati fondi pubblici e
>  agevolazioni fiscali — che, ricordiamolo, arrivano dritti dritti dalle
>  tasse dei cittadini — allora è evidente che qualcosa non torna.
>  
>  È evidente che quell'idea di “privato eccellente”, incarnata da
>  Harvard e venduta al mondo come l'apice della civiltà accademica, è
>  crollata. Non era eccellenza, era privilegio travestito. Non era
>  libertà di mercato, era rendita di posizione. E non era indipendenza:
>  era dipendenza profonda, strutturale, sistemica, dal denaro pubblico
>  che si fingeva di disprezzare.
>  
>  --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>  
>  Saluti, 380°
>  
>  
>  
>  
>  P.S.: comunque io so per certo che anche nella bolscevica Europa c'è una
>  discreta fetta di popolazione che semplicemente non si può permettere di
>  andare (essere mandata) all'università, anche se è gratuita («budget
>  mensile a una media di 900-1.200 euro. Per un triennio, si parla di un
>  investimento complessivo tra 36.000 e 48.000 euro.» [1])
>  
>  
>  P.P.S.: ogni volta che vedo un aggettivo appiccicato alla parola
>  "capitalismo", come in "capitalismo truccato" nell'articolo sopra o
>  "capitalismo turbo-finanziario" altrove, mi viene da ridere: come se
>  esistesse davvero in qualche sperduto angolo dell'universo un sistema
>  economico anche solo VAGAMENTE assomigliante alla definizione di
>  "capitalismo e basta", tipo quella da libro Cuore propinata qui
>  https://istitutoliberale.it/che-cose-il-capitalismo-di-libero-mercato/
>  
>  --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>  
>  Dunque, cos’è il capitalismo?
>  
>  Il capitalismo di libero mercato è un sistema basato sugli scambi
>  volontari tra individui consapevoli, fondato sulla proprietà privata e
>  sull’assenza di coercizione.
>  
>  [...]
>  
>  Spesso si accusa il capitalismo di essere responsabile di guerre,
>  disuguaglianze o disastri ambientali. Ma questi eventi, quando
>  avvengono, sono sempre frutto di collusioni tra Stato e imprese, di
>  monopoli protetti, o di violazioni della libertà contrattuale. E questo
>  non è capitalismo, è interventismo travestito.
>  
>  [...]
>  
>  Non è capitalismo se un lavoratore è obbligato a lavorare. Se accetta un
>  lavoro con uno stipendio basso, è perché — per le sue competenze e la
>  sua esperienza — quella è l’unica offerta sul mercato. Non è giusto né
>  sbagliato: è un dato di fatto. E il datore di lavoro non è moralmente
>  colpevole di ciò che il mercato offre.
>  
>  La famosa “logica del profitto”, tanto criticata, è in realtà la logica
>  del miglioramento: chi vuole guadagnare deve prima capire come
>  soddisfare al meglio i bisogni altrui. Più valore offri, più vieni
>  ricompensato.
>  
>  Il capitalismo, in sintesi, è un sistema di remunerazione del
>  merito. Chi sa offrire di più alla società riceve di più in cambio.
>  
>  --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>  
>  ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha: ma ROTFL! 
>  
>  
>  
>  [1] 
> https://www.younipa.it/universita-in-italia-ecco-quanto-costa-davvero-studiare-nel-2025-tra-pubblica-privata-ed-estero/
>  
>  ...ma anche:
>  - https://www.lidentita.it/universita-costi/
>  - 
> https://lespresso.it/c/attualita/2023/10/25/una-stanza-a-milano-ora-costa-650-euro-cifre-assurde-impossibile-studiare-fuorisede/3023
>  
>  -- 
>  380° (lost in /traslation/)
>  
>  «Welcome to the chaos of the times
>  If you go left and I go right
>  Pray we make it out alive
>  This is Karmageddon»
>

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