Mi riferisco ai msg in nexa Digest, Vol 165, Issue 74: 1. Re: Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi outsourced a Microsoft) (Giuseppe Attardi) 2. Re: Blackout Libero Mail (Giuseppe Attardi) 3. Re: Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi outsourced a Microsoft) (Giacomo Tesio) 4. "Certe cose è meglio non dirle" [Was: Blackout Libero Mail] (Damiano Verzulli) - - - Fa bene Giacomo a preoccuparsi che un eventuale middleware - cooperativa od altro - accumuli comunque dati, costruisca profili, li distribuisca -. Indirizzata a soggetto diverso, le piattaforme, è la stessa preoccupazione che avevo manifestato, ha ragione Giacomo nel temere che la falla si possa aprire a livello intermedio. Anche se è meglio dubitare di chi finora ha tratto profitto, è chiaro che nessuna "polizia", nessuna "magistratura" è perfetta, ogni uomo è corrompibile. Alla luce di queste ultime informazioni riformulo le domande: 1- tecnologicamente, quali rimedi per evitare l'accumulo di dati, la costruzione di profili, la loro distribuzione? Affidare i dati ad un intermediario fidato non sarà "LA SOLUZIONE" ma è un progresso rispetto ad oggi: il vantaggio supera i costi? 2- se i rimedi tecnologici non fossero possibili od adeguati, quali altri rimedi? 3- per ogni ipotesi normativa, domando: quali prove potrebbe fornire la tecnologia sulla violazione delle norme ipotizzate? Quanto "facili"? 4- il guadagno è la calamita che attrae le piattaforme ed appare guadagno (troppo) facile: sarebbe utile un'inversione nell'offerta di cookies che inizi la navigazione nella modalità "no cookies - zero cookies"? 5- tenendo conto di precedenti osservazioni manifestate in listaNexa, azioni collettive sono preferibili ad analoghi atti individuali, ma il 6 febbraio è vicinissimo: listaNexa riesce a proporre IMMEDIATAMENTE una richiesta di gruppo? Grazie per la vostra attenzione, cordialità. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno lun 30 gen 2023 alle ore 18:10 <nexa-requ...@server-nexa.polito.it> ha scritto: > > Send nexa mailing list submissions to > nexa@server-nexa.polito.it > > To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web, visit > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > or, via email, send a message with subject or body 'help' to > nexa-requ...@server-nexa.polito.it > > You can reach the person managing the list at > nexa-ow...@server-nexa.polito.it > > When replying, please edit your Subject line so it is more specific > than "Re: Contents of nexa digest..." > > > Today's Topics: > > 1. Re: Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi > outsourced a Microsoft) (Giuseppe Attardi) > 2. Re: Blackout Libero Mail (Giuseppe Attardi) > 3. Re: Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi > outsourced a Microsoft) (Giacomo Tesio) > 4. "Certe cose è meglio non dirle" [Was: Blackout Libero Mail] > (Damiano Verzulli) > > > ---------------------------------------------------------------------- > > Message: 1 > Date: Mon, 30 Jan 2023 15:15:44 +0100 > From: Giuseppe Attardi <atta...@di.unipi.it> > To: Giacomo Tesio <giac...@tesio.it> > Cc: nexa@server-nexa.polito.it > Subject: Re: [nexa] Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi > outsourced a Microsoft) > Message-ID: <408d3843-369d-4af4-b807-f5850f337...@di.unipi.it> > Content-Type: text/plain; charset=utf-8 > > > > > On 30 Jan 2023, at 13:10, Giacomo Tesio <giac...@tesio.it> wrote: > > > > Ciao Giuseppe, > > > >> On Mon, 30 Jan 2023 11:00:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote: > >> > >> L’analisi non tiene conto del meccanismo delle aste con cui oggi si > >> pagano le inserzioni pubblicitarie > > > > Vero, perché la mia analisi non si limita alle ricadute economiche del > > controllo dei dati e dunque al loro valore "economico". > > > > Ho parlato espressamente di "valore d'uso" come fattore moltiplicativo > > dell'efficacia nella manipolazione di una popolazione. > > > > Si tratta di una forma di POTERE nuova, una leadership senza leader > > visibili a cui chiedere conto. > > > > Poi sì, la ricaduta economica di questo potere è minima: come dico > > sempre i fatturati di aziende come Google o Facebook sono irrilevanti a > > confronto del potere di cui dispongono grazie ai dati che hanno > > raccolto fin ora. > > > > Purtuttavia, minimizzare i costi della manipolazione ed aumentarne > > l'efficacia sono due facce della stessa medaglia: ricorda, Google non > > seleziona solamente chi deve vedere un determinato Ads, ma anche quali > > Ads (o risultati di ricerca, o notizie etc...) ciascun navigatore deve > > vedere. > > > > E lo fa costantemente, non solo per ragioni economiche, ma politiche. > > > > > >> Il valore del dato di ciascun singolo è irrilevante rispetto al > >> complesso. > > > > Questo è certamente vero, perché il complesso cresce appunto in modo > > esponenziale con ogni bit raccolto su tutti gli altri. > > > > Tuttavia, ogni nuovo bit raccolto su un individuo duplica l'efficacia > > delle manipolazioni cognitivo-comportamentali che Google può attuare su > > quell'individuo (e su tutti coloro che sono simili a lui rispetto alle > > dimensioni via via rilevanti). > > > > In altri termini, ogni nuovo bit raccolto su una persona da Google > > riduce la libertà di pensiero di quella persona quanto tutti i bit > > raccolti in precedenza su di lei (o su chiunque sia simile sotto le > > dimensioni rilevanti). > > > > Hai ragione: questa riduzione di libertà è minima se paragonata con > > quella complessivamente applicata all'intera popolazione sorvegliata. > > > > Ovvero, il potere POLITICO di Google è infinitamente superiore rispetto > > a quello coercitivo che può applicare ad un singolo individuo. > > > > Ma ciò non significa che il prossimo bit che Google raccoglierà su di > > te non ti danneggi gravemente, tanto più se di dati personali ne ha già > > raccolti tanti. > > > > > > Che poi questo danno sia difficile da quantificare economicamente, > > soprattutto con modelli primitivi come quelli attuali che non > > rappresentano la sua crescita esponenziale, è un discorso diverso. > > > > D'altro canto, se anche fosse lecito pagare per usare una persona > > (ovvero per imporgli la propria volontà, come con la pubblicità > > subliminale) ad un valore d'uso a crescita esponenziale dovrebbe > > corrispondere una retribuzione a crescita esponenziale. > > > > Solo così il compenso potrebbe essere equo. > > > > Al primo bit mi paghi un centesimo. Al secondo 2. Al terzo 4. > > Ma al centesimo bit mi dovrai pagare 2^99 centesimi. > > > > A quel punto però, dubito che esistano abbastanza soldi sul pianeta > > per ripagare il prossimo nuovo bit che Google acquisirà. > > > > Temo ci sia un errore in questa analisi del bit singolo, come lo riporti > anche nel video della tua lezione. > Non è vero che un singolo dato divida a metà la platea, e il secondo a 1/4 e > così via. > Un singolo dato distingue solo 1/3miliardi di tutti gli utenti e così il > secondo. > Ciò che divide a metà è un attributo dei dati che condividono metà degli > utenti, ossia 1,5 miliardi. Questo poi si divide ulteriormente a metà solo se > trovi un altro attributo completamente indipendente dal precedente, ossia > condiviso tra 1,5 miliardo di utenti ortogonale al precedente gruppo di 1,5 > miliardi. Se i due attributi non sono ortogonali, la sua capacità di > ulteriore discriminazione è inferiore o nulla. > Quindi ciò che devono fare gli inserzionisti è individuare quegli attributi > che discriminano separandoli gruppi ampi e significativi di utenti. > > Per fare questo tipo di analisi occorre aggregare i dati di milioni di > persone, come minimo, per poter effettuare estrapolazioni statistiche > minimamente affidabili. > Lo scandalo Cambridge Analytica ha mostrato come bastino 5 attributi di > psicometrica per discriminare gruppi di utenti significativi e rilevanti per > una campagna politica. Ma il calcolo di quei 5 fattori richiede incrociare > milioni di dati. > Come riportavo, FloC individua 350mila parametri: così tanti che il rischio > di essere troppo selettivo ha spinto Google a ritirare la proposta, per > passare a PAIR. > > Quindi ribadisco, da nessun punto di vista il dato di un singolo ha valore > altamente rilevante, né per il singolo, né per l’aggregatore. > > > > >>> L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne > >>> la diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la > >>> ritenzione, punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti > >>> la manipolazione di una o più altre persone. > >> > >> Un po’ estremo: vietarne la raccolta bloccherebbe anche servizi > >> cruciali come il servizio sanitario. > > > > Beh, dipende. > > > > I miei dati personali sanitari potrebbero essere salvati su un MIO > > disco cifrati con una chiave pubblica che solo io o i miei cari > > possiamo decifrare per fornirne accesso ai medici. > > > > Tutto sta nel mettere in discussione l'architettura amministrativamente > > centralizzata del cloud (che poi è operativamente federata per ovvie > > ragioni di latenza lo stesso). > > > È del tutto simile alla soluzioni Solid e non dissimile dalle Data > Cooperative. > > > > D'altro canto, a ben guardare nessuno (o almeno, non io) vuole mettere > > in discussione l'importanza di sistemi di fiducia quali il rapporto > > medico-paziente: mi fido abbastanza poco di chi promuove sistemi > > "trust-less". > > > > Si tratta però di rendere l'uso della fiducia ricevuta trasparente > > (poter cioè verificare puntualmente e chiaramente come l'hai usata) > > e facile da riattribuire: se posso toglierti fiducia con un click > > perché hai abusato dei dati che ti ho fornito e mi è facile scoprire > > che ne hai abusato, avrai un ottimo incentivo a non abusarne. > > > > Siamo però lontani anni luce da un sistema del genere, anche solo > > perché invece la fiducia "a scatola chiusa" e "vincolata" tramite > > lock-in o pratiche simili è notoriamente una forma di potere cui > > molti ambiscono e pochi sono disposti a rinunciare. > > > Le soluzioni che cito mantengono agli utenti il possesso dei dati e i criteri > di concessione del loro utilizzo. > > Queste soluzioni sono più praticabili che lasciare in mano i dati ai singoli, > che dovrebbero diventare esperti tecnologi e di norme giuridiche per > stabilire come comportarsi, caso per caso, come ad esempio avviene oggi col > consenso informato per i cookie su ciascun sito. > > Il vantaggio di usare delle cooperative è proprio di non lasciare ogni utente > solo in un confronto sbilanciato tra grandi aziende che detengono potere > economico, tecnico e sono quindi in grado di ricattare l’utente: o accetti o > niente servizio. > > Affidarsi a una cooperativa significa delegare a qualcuno di cui ci si fida > di curare i tuoi interessi. Una cooperativa con milioni/miliardi di utenti > sarebbe in grado di controbilanciare i poteri delle big tech e negoziare > condizioni a vantaggio dei suoi associati. > Per esempio, potrebbe raccogliere compensi per le sue funzioni ed usarli per > erogare servizi agli associati, sostenere gli sviluppi di soluzioni Open > Source e/o svolgere ricerche sulle tematiche per inventare soluzioni a > beneficio di tutti, evitando che sia Google a proporre tecniche proprietarie > come PAIR. > > Del resto le cooperative sono un’invenzione del ‘800 proprio come alternativa > alle aziende di capitale con scopo di lucro. > > > > Quindi al momento è importante minimizzare l'accumulo e l'uso dei dati. > > > > Si potrebbe vietarli in generale e autorizzare puntualmente per legge > > _specifici_ trattamenti nell'interesse della persona, ma solo con le > > necessarie garanzie tecniche. > > > Dare indicazioni su questo e farle rispettare verso i propri associati > sarebbe esattamente il compito delle data cooperative. > > — Beppe > > > > > Giacomo > > > ------------------------------ > > Message: 2 > Date: Mon, 30 Jan 2023 16:04:11 +0100 > From: Giuseppe Attardi <atta...@di.unipi.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Subject: Re: [nexa] Blackout Libero Mail > Message-ID: <dbec2283-b281-430d-a3c7-e7c72e964...@di.unipi.it> > Content-Type: text/plain; charset=utf-8 > > > > > On 30 Jan 2023, at 15:08, nexa-requ...@server-nexa.polito.it wrote: > > …. > > > > - ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che > > hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis; > > …. > > > Qualche settimana fa un funzionario di Google si è fatto vivo per spiegare > che il servizio Google Workplace (ex GSuite for Education), che prevedeva > spazio disco illimitato gratis, utilizzo di GMail, Classroom e Meet, non lo è > più e l’Università di Pisa deve rientrare sotto il limite di 450GB totali o > pagare un abbonamento commisurato al numero di utenti. > 450GB di spazio disco ridondato, più qualche server sarebbero ammortizzabili > in 3 anni a meno di €10.000/anno e anche includendo lo stipendio di 3 tecnici > per tenere in piedi il servizio costerebbero molto meno dell’abbonamento > richiesto da Google. > Se invece a farsi i servizi ciascuna università per conto proprio, fosse > un’associazione di tutte 80, il costo sarebbe ancora inferiore e il servizio > più affidabile. > > Ma la cosa più stupefacente è che, subito dopo aver riportato quanto sopra > nella mailing list del dipartimento in cui si chiedeva il parere dei > colleghi, sono stato eliminato dalla lista dal direttore in persona. > Certe cose è meglio non dirle. > > — Beppe > > > Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"? > > > > Bye, > > DV > > > > > > -- > > Damiano Verzulli > > e-mail: dami...@verzulli.it > > --- > > > ------------------------------ > > Message: 3 > Date: Mon, 30 Jan 2023 17:14:49 +0100 > From: Giacomo Tesio <giac...@tesio.it> > To: Giuseppe Attardi <atta...@di.unipi.it> > Cc: nexa@server-nexa.polito.it > Subject: Re: [nexa] Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi > outsourced a Microsoft) > Message-ID: <20230130171449.00000...@tesio.it> > Content-Type: text/plain; charset=utf-8 > > On Mon, 30 Jan 2023 15:15:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote: > > > Temo ci sia un errore in questa analisi del bit singolo, come lo > > riporti anche nel video della tua lezione. Non è vero che un singolo > > dato divida a metà la platea, e il secondo a 1/4 e così via. [...] > > Vero: nel video, così come nella analisi che ho riportato qui ci sono > molte semplificazioni perché le lezioni erano destinate a persone > completamente prive di competenze matematiche ed informatiche > precedenti e qui non volevo essere troppo prolisso. > > Hai ragione: un bit su una persona non dimezza il costo di manipolare > un'intera popolazione: devi conoscere quel bit su tutti i membri (o > comunque una quantità sufficiente da poterlo dedurre in modo > probabilistico attraverso sulla restante parte sulla base delle > correlazioni che lo coinvolgono). > > Infatti, per semplificare _senza_mentire_ di solito parlo di "ogni nuovo > bit sulla popolazione" intendendo che lo conosco per tutti i membri. > > > D'altro canto, anche a livello individuale il valore d'uso dei dati > funziona nello stesso modo, permettendo la selezione del messaggio (o > della sequenza di messaggi) che producono un determinato comportamento. > > Supponiamo che voglio convincere propriamente TE a sostenere l'ingresso > dell'Italia in una guerra nucleare frontale contro la Russia. > Se non posso convincerti, voglio comunque disincentivare che tu ti > esprima contro. > > Ogni giorno vengono prodotti miliardi di messaggi sul tema. > > Ogni nuovo bit _rilevante_ che acquisisco su di te duplica la mia > capacità di decidere quali messaggi "personalizzati" efficaci inviarti. > > Ovviamente se analizziamo un singolo condizionamento su una singola > persona, la crescita del valore d'uso dipende dalla rilevanza del bit > per il condizionamento in questione di quella persona. > > Ci sono bit rilevanti per selezionare il messaggio migliore da > sottoporti per spingerti ad un certo comportamento e bit irrilevanti. > > Quelli irrilevanti non influenzano l'efficacia della manipolazione, ma > quelli rilevanti continuano ad avere un effetto moltiplicativo > esponenziale. > > > Tuttavia, un bit irrilevante per orientare il tuo comportamento in un > senso, può essere rilevante per orientare il tuo comportamento in un > altro: sapere se sei maschio o femmina potrebbe essere irrilevante per > la propensione alla guerra nucleare, ma potrebbe esserlo per > influenzare la tua opinione sull'aborto o su qualcos'altro. > > > Tuttavia ogni _nuovo_ bit su una singola persona (ovvero ortogonale e > non deducibile da quelli già disponibili) duplica anche l'efficacia > della manipolazione di un singolo individuo, dimezzando il numero di > messaggi "di suo interesse" fra cui scegliere per condizionarlo nello > spazio di attenzione disponibile, ed orientarne il comportamento nella > direzione desiderata. > > Insomma, la dinamica che viene interpretata comunemente come > "la polarizzazione delle opinioni sui social" è il risultato > dell'applicazione continua di questo meccanismo. > > Ed è ingenuo chiamarla polarizzazione: si tratta più che altro > segmentazione e normalizzazione all'interno di ciascun segmento. > > > > Quindi ribadisco, da nessun punto di vista il dato di un singolo ha > > valore altamente rilevante, né per il singolo, né per l’aggregatore. > > E come ho provato a spiegare ti sbagli perché il valore d'uso dei dati > non serve solo a selezionare le persone cui inviare un messaggio, ma > anche i messaggi da inviare ad una singola persona per orientarne il > comportamento. > > D'altro canto, una volta che la probabilità di produrre un determinato > comportamento in una singola persona è prossimo alla certezza, un bit > ulteriore, per quanto nuovo ed ortogonale a tutti gli altri aumenta in > modo marginale tale probabilità. > > MA può aumentare in modo NON marginale la probabilità di successo di > molte altre manipolazioni. Quante? Bella domanda... ci penso. :-) > > Però in fondo è abbastanza intuitivo: anche a livello individuale, tanto > meglio puoi prevedere a fronte di quali stimoli una persona reagirà > con un determinato comportamento, tanto più facilmente potrai produrre > quel comportamento, sottoponendolo nel momento giusto allo stimolo > giusto. > > > Questa riduzione di libertà duplica con ogni nuovo bit _rilevante_ > acquisito. E poiché non sappiamo a priori per quali manipolazioni un > certo bit sia rilevante, preferisco assumere che lo sia per tutte. > > > Matematicamente è una semplificazione eccessiva, ma eticamente no. > > In fondo, se anche Google potesse determinare SOLO UN mio > comportamento, menomando la mia libertà di pensiero in UNA SOLA > occasione, per me sarebbe già una violenza gravissima e inaccettabile. > > Con altre riduzioni della libertà individuale lo comprendiamo tutti > subito al volo: pensa alle violenze sessuali. > > > > > > Affidarsi a una cooperativa significa delegare a qualcuno di cui ci > > si fida di curare i tuoi interessi. Una cooperativa con > > milioni/miliardi di utenti sarebbe in grado di controbilanciare i > > poteri delle big tech e negoziare condizioni a vantaggio dei suoi > > associati. > > Anzitutto la copia dei dati non lascia tracce. > Questo di per sé rende opaco l'uso che queste cooperative farebbero di > quei dati e chi vi avrebbe accesso. E rende impossibile rimuovere con > certezza la fiducia: non saprai mai se una copia dei tuoi dati rimane > in una chiavetta della cooperativa [1]. > > Poi queste cooperative sarebbero oggetto di attacchi di ogni sorta, > dalla banale corruzione dei sistemisti a sofisticati attacchi > informatici: se metti tutte le uova in un paniere, quello attrae molte > più volpi (che magari sono anche incentivate a collaborare). > > > Infine, anche se non ci fosse alcuno di questi problemi, ti rendi conto > di cosa negozierebbero queste cooperative "a vantaggio degli associati"? > > Negozierebbero la menomazione degli associati stessi! > > E' un po' come proporre di aprire cooperative che negoziano con > gli stupratori il prezzo dello stupro degli iscritti, perché altrimenti > lo stupratore più ricco deciderà come stuprare tutti gratuitamente. > > NO! Dobbiamo arrestare gli stupratori, piuttosto! > > > Dobbiamo iniziare a pensare i nostri dati personali come una parte di > noi, una parte inviolabile della nostra persona. > Della nostra mente, per la precisione. > > Non puoi affittare un pezzo del tuo cervello. > E anche se ti fidassi di me ciecamente, non posso affittarlo neanche io. > > Neanche se fosse una parte piccola. > > > Perché non è una cosa che hai fatto e mi hai affidato: è un pezzo di te. > > > > Giacomo > > [1] LETTERALMENTE ciò che avvenne in Unicredit > https://www.bitdefender.com/blog/hotforsecurity/unicredit-leaks-3-million-customer-records-in-data-breach/ > > > ------------------------------ > > Message: 4 > Date: Mon, 30 Jan 2023 18:09:53 +0100 > From: Damiano Verzulli <dami...@verzulli.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Subject: [nexa] "Certe cose è meglio non dirle" [Was: Blackout Libero > Mail] > Message-ID: <8dbed4e3-d253-1112-db8f-662853c2d...@verzulli.it> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed" > > Caro Prof. Attardi, > > si puo' certamente scegliere di andare in guerra armati di forconi > di legno e, magari, qualche sasso... Se il nemico, pero', nel frattempo > [mentre noi eravamo nelle caverne] si è armato di scudi, archi, frecce, > palle incendiarie.... e qualcuno, addirittura, gli ha pure "regalato" > fucili e cannoni.... non ci si puo' stupire di soccombere all'inizio > della prima battaglia. > > Non entro nel merito della notizia (che, tra l'altro, è "vecchia" > [1] ed impatta diversi altri Atenei, ovviamente [2]). Mi limito pero' a > sottolineare che: > > * il suo Ateneo ha un "Collegio dei Revisori dei Conti" [3] che, come > da Statuto, " [...] esercita il controllo di regolarità > amministrativa e contabile, assicurando, in conformità ai principi > dettati dal decreto legislativo n. 286/1999, la legittimità, la > regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa". Se il suo > Ateneo sostiene dei costi che qualcuno ritiene sproporzionati o > addirittura inutili... sarebbe il caso di segnalarlo (nelle forme > opportune); > > * non dovrebbe essere necessario ma.... tenga conto che in tutti gli > Atenei (incluso il suo) esiste un Responsabile della prevenzione > della corruzione e della trasparenza [4] > > * esiste anche un Responsabile per la Transizione al Digitale [5], cui > la legge (rif. Art. 17 - del CAD [6]) assegna diversi compiti che > --a vari livelli-- intersecano le scelte che lei ha raccontato. Ad > esempio (il maiuscolo è mio): "...A tal fine, ciascuna pubblica > amministrazione affida [...] la transizione alla modalita' > operativa digitale [...] e i conseguenti processi di > riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di > un'amministrazione digitale e aperta [...] attraverso UNA > MAGGIORE EFFICIENZA ED ECONOMITA'....."; > > * il mancato rispetto del CAD, sia da parte dell'RTD o, piu' > generalmente, dell'Ente nel suo complesso, puo' essere segnalato al > Difensore Civico, espressamente previsto dalla norma e gestito da > AGID [7] > > Inoltre, non va sottovalutato il principio della cosiddetta > "Responsabilita' Dirigenziale". Anche se sono ancora pochi i casi noti > al grande pubblico, sono diversi i provvedimenti che vedono i dirigenti > "colpevoli" di azioni che hanno comportato un danno erariale e, > pertanto, impongono loro il risarcimento del danno. Su una scala molto > diversa ed in un ambito molto diverso... è interessante, ad esempio, > questo provvedimento della Corte dei Conti dello scorso 22/12/2022 [8], > a sfavore di una partecipata pubblica (della mia citta'), che a pagina > 11 segnala cosa sia necessario fare rispetto a delle Polizze > Assicurative che la societa' aveva accesso a favore di alcuni > funzionari. Si legge: "Si ribadisce che le citate polizze vanno revocate > e la società deve recuperare presso il beneficiario le quote già versate". > > ...e tutto cio', senza neanche scomodare i livelli piu' "politici" (a > partire dal Rettore, in su) i quali dovrebbero promuovere certe scelte > sulla base di criteri che qui, fra i Nexiani, sono palesi... ma altrove, no. > > Sicuramente dimentico qualcosa... Chiudo, pero', segnalando che "le > chiacchiere, le porta via il vento". Qualunque cosa si faccia, quindi, > serve... come minimo, una PEC: lei non ha idea di quale impatto comporti > una PEC ben argomentata spedita ai recapiti giusti... > > Tutto cio' premesso.... la invito a riconsiderare tutta la sua vicenda e > valutare se/come andare in battaglia... alla luce di tutte queste belle > armi che il nostro ordinamento le mette a disposizione. > > Insomma: non è che... "Certe cose è meglio non dirle". È semplicemente > che... vanno dette nei modi opportuni, nelle sedi opportune ed ai > referenti corretti. > > Un caro saluto, > DV > > [1] https://support.google.com/a/answer/10431555?hl=it > [2] non posso fornire dettagli, ma sono _DIVERSI_ gli Atenei che se ne > stanno occupando, gia' da fine 2022 (un esempio pubblico, è qui: > https://t.me/eticadigitalegruppo/59726 ). Interessante il fatto che la > "deadline" è diversa per tutti, in quanto è funzione della data di > scadenza delle sottoscrizioni precedentemente attive. In alcuni, in > particolare, il provvedimento NON è ancora "attivo" > [3] > https://www.unipi.it/index.php/organi-dell-ateneo/itemlist/category/202-collegio-dei-revisori > [4] > https://www.unipi.it/index.php/amministrazione/itemlist/category/1997-staff-unita-trasparenza-anticorruzione > [5] > https://indicepa.gov.it/ipa-portale/consultazione/responsabile-transizione-digitale/ricerca-responsabile-transizione-digitale/scheda-unita-organizzativa/SLYHDA > [6] > http://www.normattiva.it/eli/id/2005/05/16/005G0104/CONSOLIDATED/20230130 > [7] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/difensore-civico-il-digitale > [8] > https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=d63fab57-3fab-45d2-af68-671054280aca > > > Il 30/01/23 16:04, Giuseppe Attardi ha scritto: > > On 30 Jan 2023, at 15:08, nexa-requ...@server-nexa.polito.it wrote: > >> …. > >> > >> - ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che > >> hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis; > >> …. > >> > > Qualche settimana fa un funzionario di Google si è fatto vivo per spiegare > > che il servizio Google Workplace (ex GSuite for Education), che prevedeva > > spazio disco illimitato gratis, utilizzo di GMail, Classroom e Meet, non lo > > è più e l’Università di Pisa deve rientrare sotto il limite di 450GB totali > > o pagare un abbonamento commisurato al numero di utenti. > > 450GB di spazio disco ridondato, più qualche server sarebbero > > ammortizzabili in 3 anni a meno di €10.000/anno e anche includendo lo > > stipendio di 3 tecnici per tenere in piedi il servizio costerebbero molto > > meno dell’abbonamento richiesto da Google. > > Se invece a farsi i servizi ciascuna università per conto proprio, fosse > > un’associazione di tutte 80, il costo sarebbe ancora inferiore e il > > servizio più affidabile. > > > > Ma la cosa più stupefacente è che, subito dopo aver riportato quanto sopra > > nella mailing list del dipartimento in cui si chiedeva il parere dei > > colleghi, sono stato eliminato dalla lista dal direttore in persona. > > Certe cose è meglio non dirle. > > > > — Beppe > > > >> Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"? > >> > >> Bye, > >> DV > >> > >> > >> -- > >> Damiano Verzulli > >> e-mail:dami...@verzulli.it > >> --- > > _______________________________________________ > > nexa mailing list > > nexa@server-nexa.polito.it > > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > -- > Damiano Verzulli > e-mail:dami...@verzulli.it > --- > possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} > --- > "...I realized that free software would not generate the kind of > income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able > to get a well paying job as a free software developer, but not > here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 > http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html > > -------------- next part -------------- > An HTML attachment was scrubbed... > URL: > <http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20230130/ec993427/attachment.htm> > -------------- next part -------------- > A non-text attachment was scrubbed... > Name: OpenPGP_signature > Type: application/pgp-signature > Size: 203 bytes > Desc: OpenPGP digital signature > URL: > <http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20230130/ec993427/attachment.sig> > > ------------------------------ > > Subject: Digest Footer > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > > ------------------------------ > > End of nexa Digest, Vol 165, Issue 74 > ************************************* _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa