On Sun, 26 Sep 2021 08:13:56 +0200 Guido Vetere wrote:

> A me questa storia di Codex preoccupa non tanto in sé (alla fine si
> tratta di un gadget di Microsoft Visual Studio), ma per il messaggio
> che c'è dietro.

A me preoccupa solo per la violazione del copyleft math-washed.

Se l'avessero realizzato con il codice di Microsoft, lo considererei un
divertente autogol.

> Questo messaggio è in aria già dal 2008 quando Chris Anderson, dalle
> colonne di Wired, parlò di "end of theory". 
> Ora siamo alla "end of coding".

Bah... il "coding" è una minima parte del lavoro di un programmatore.
(ed infatti è molto deprimente che, invece di insegnare informatica,
nelle scuole si diffondano i corsi di "coding")

Ma sarei felicissimo di vedere un manager alle prese con Copilot.
O un politico! :-D


Ah... come sarebbe divertente un mondo in cui il software delle banche,
delle auto, degli ospedali e degli aerei fosse programmato così.

Un mondo in cui chiunque può prendere il manuale di istruzioni di un
software, leggerlo a Copilot ed ottenere il sorgente che con elevata
probabilità controlla il sistema di videosorveglianza di una banca.

Trovare vettori di attacco sarebbe LETTERALMENTE un gioco da ragazzi!


> A dispetto di chiunque abbia aperto un libro di epistemologia, a
> dispetto di quello che Turing-awarded Judea Pearl ha formalmente
> dimostrato, si insiste nella fantasia che nei dati, e nelle loro
> correlazioni, ci sia tutto. Il problema è che questo abbaglio da
> "rozzi cibernetici, signori degli anelli, orgoglio dei manicomi" è
> maledettamente funzionale a chi detiene i monopoli dei dati e delle
> computazioni.

Ma è solo una narrazione.
Una favola. Un'allucinazione, come dici.

E' la favola dei vestiti nuovi dell'imperatore.

Non c'è nessuna intelligenza, ma tutti la VOGLIONO vedere.
Per non sembrare ignoranti (come sono) o per fregare chi lo è di più.

Ed in questo senso, smettere di chiamarla "intelligenza artificiale"
sarebbe già un grosso passo avanti. ;-)


> Il discorso è semplicissimo: "nei dati c'è tutto, tutti i dati li
> abbiamo noi, dunque soggiacete, felici, al nostro potere".

Io credo che il messaggio sia più gretto e violento.

"puoi leccarci i piedi o farti schiacciare"
"servirci o sparire"

E purtroppo molti sono felicissimi di tirar subito fuori la lingua.


> Lo spazio di manovra che abbiamo è nello scarto che esiste tra
> l'allucinazione tecno-empirista dei monopolisti digitali e la vita
> vera.

I dati stanno rapidamente surclassando tutte le forme di capitale a
crescita lineare del secolo scorso [1], ma parlare di "monopoli" riduce
la questione a termini economici che non sono lontanamente sufficienti a
descrivere o governare un sistema cibernetico.

Ed infatti vi sono ampissimi spazi di lotta. [2]
Insegnando, informando, scrivendo software, mettendo alla berlina
l'ipocrita incompetenza delle aziende... [3]

Il problema è che gli hacker sono pochi.


Giacomo

[1] http://www.tesio.it/2021/02/24/il_valore_dei_dati_slides.html

[2]
http://www.tesio.it/2020/10/02/la_lotta_informatica_per_la_democrazia_cibernetica.html#complessita-e-potere

[3] https://www.exploit-db.com/papers/41913
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